LE ‘MASCHERE’ DELLA FALSA SPIRITUALITA’

LE ‘MASCHERE’ DELLA FALSA SPIRITUALITA’

La BHAGAVAD-GITA ha una importante funzione pedagogica su svariati temi. In vari capitoli della Bhagavad Gita possiamo identificare tutta una serie di criteri per mascherecomprendere quali siano le ‘maschere’ che il sincero aspirante spiritualista deve rimuovere per poter, un giorno, raggiungere quello stato di coscienza trascendentale che gli garantirà pace e felicità eterne.
La maschera è un manufatto che si indossa per coprire il volto. Spesso l’aspirante spiritualista neofita indossa una ‘maschera’ (identificazione), ovvero adotta un certo comportamento, specifiche attitudini, etc., per nascondere agli altri chi veramente è, o meglio detto, qual è il suo vero livello di avanzamento spirituale. E dietro vi è sempre una motivazione materiale o interessata.
Nei primi due capitoli della Gita il nostro protagonista, Arjuna, presenta una delle ‘maschere’ più comuni che il sincero aspirante spiritualista deve rapidamente dismettere. La maschera si riferisce allo sforzo di volersi sempre presentare come una persona ‘buona’ e ‘santa’ davanti agli altri, cioè la famosa persona affetta da ‘buonismo’. Ma attenzione: la falsa dolcezza nelle parole astute di chi argomenta con buonismo si rivelerà sempre aspra amarezza per il suo ignaro interlocutore.
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